martedì 31 gennaio 2012
sabato 28 gennaio 2012
*L'IDV e la lista civica LA NUOVA CITTA' sono componenti molto importanti di una vera coalizione di Centro-Sinistra a Civitanova Marche*
Intervengo nel già fin troppo "ricco" dibattito politico civitanovesedi questi giorni a nome e per conto del Movimento politico cittadino "Uniti per Unire" che ha già raccolto l'adesione di diverse forze politiche ed associazioni del centro-sinistra oltre che di importanti personalità della società civitanovese. Lo stesso si sta, proprio in queste ore, ulteriormente rafforando con ulteriori sostegni e partecipazioni che avvengono proprio sulla base di quello spirito, volontà ed azione unitaria, con e per il centro-sinistra, che ci hanno, da sempre, contraddistinto a partire dall'operato "rinnovatore" del nostro candidato Sindaco per le Primarie, Tommaso Claudio Corvatta, così come anche le sue dichiarazioni stampa di ieri dimostrano.
Il Movimento assumerà nei prossimi giorni la denominazione ed il simbolo definitivi in una apposita "Convention Aperta". Unità, quindi, ma non a scapito della chiarezza ed a... "senso unico". Per questo intervengo con una riflessione ed una precisazione.
- Chi nel PD afferma di essere, ingiustamente, criminalizzato dovrebbe evitare, nelle risposte, di demonizzare a sua volta quello che non è l'avversario ma un possibile alleato. Mi riferisco all'Italia dei Valori ed anche alla lista civica "La Nuova Città". Non è mia la "foto di Vasto" tra Bersani, Di Pietro e Vendola che sancisce l'alleanza, addirittura "strategica", tra i tre rispettivi partiti ne, giornali della Confindustria a parte, è una invenzione di qualcuno che la società di sondaggi (ed il suo responsabile) sia la stessa di fiducia dell'Unità che, quasi ogni domenica, ne pubblica le rilevazioni sulle intenzioni di voto degli italiani. Per questo credo sia più prudente evitare di parlare di... "tarocchi". Allo stesso modo riteniamo non comprensibile il non porsi, come prioritario, il fatto che alla coalizione di Centro-Sinistra debba partecipare la seconda forza (subito dopo il PD) di opposizione alla Giunta di centro-destra attualmente presente in Consiglio Comunale, la lista La Nuova Città. La lista, per capirci, di quello che è stato l'ultimo candidato sindaco del centro-sinistra, Antonio Recchioni, e di Piero Gismondi (solo per citare alcuni esponenti). Saremmo credibili come "Alternativa" proprio senza di chi, da anni, è all'opposizione ??
Ecco perchè, in queste ore, faremo tutti i tentativi di.... "UNIRCI PER UNIRE".
- Tommaso Claudio Corvatta,si è da tempo e pubblicamente autosospeso dalla Federazione della Sinistra che, tra l'altro, deve decidere se aderire, in toto o in parte, alla lista "Unitaria" ed è, quindi, candidato alle Primarie del Movimento "Uniti per Unire".
Civitanova Marche, li 28 Gennaio 2012
Per il Comitato Promotore "Uniti per Unire"
Ivo Costamagna
venerdì 27 gennaio 2012
Se si parla di Lega non c’è “libero fischio in libera piazza”

Il sit-in di mercoledì scorso al Viminale, in cui militanti socialisti hanno esposto decine di tricolori prima di essere sgomberati dalla polizia, è stato solo l’ultimo manifestarsi di un paradosso sempre più frequente in Italia: la censura dei simboli dell’unità nazionale da parte delle forze dell’ordine. Ancora prima dei fatti del 22 gennaio a Milano, il braccio censorio della legge è entrato in azione a Civitanova Marche (MC), dove 6 politici del centrosinistra sono stati indagati per aver manifestato con il tricolore e aver cantato l’inno di Mameli.
LA COINCIDENZA – Era il 24 settembre dello scorso anno. Ivo Costamagna, segretario della Federazione provinciale del Psi di Macerata, con altre forze politiche del centrosinistra aveva organizzato un banchetto in Piazza XX Settembre. L’iniziativa, che veniva replicata da 5 sabati ed era stata autorizzata dalla questura, consisteva in una raccolta firme per promuovere le primarie del centrosinistra per le amministrative di maggio. Il caso ha voluto che, per lo stesso giorno e a pochi metri di distanza, fosse stata organizzata la finale di Miss Padania. Prima del concorso di bellezza si sarebbe tenuto un comizio di Luca Rodolfo Paolini, deputato leghista.
L’AVVERTIMENTO – La notizia della concomitanza dei due eventi si era sparsa qualche giorno prima, così i militanti del centrosinistra erano più numerosi del solito e “armati” di bandiere tricolore. Poco prima che il comizio di Paolini cominciasse, srotolate le bandiere una sessantina di persone attraversavano la strada raggiungendo il luogo del concorso leghista e intonando l’inno di Mameli contestavano il parlamentare del Carroccio. «Dopo poco mi si è avvicinato un uomo che non conoscevo», testimonia Ivo Costamagna. «Mi ha detto che sarebbe stato opportuno smetterla – prosegue – e si è presentato come vicequestore aggiunto».
QUANTO ZELO – Dopo non più di un quarto d’ora, giusto il tempo di richiamare l’attenzione dei manifestanti e potersi spiegare, Costamagna convinceva i presenti ad assecondare la richiesta del funzionario di polizia, rientrando al banchetto pur proseguendo a intonare l’inno nazionale. Nessun incidente, né con la polizia né con i pochissimi spettatori leghisti del comizio. Per Costamagna e gli altri militanti «era finito tutto lì». Non avevano fatto i conti con lo zelo del vicequestore.
LE INDAGINI – Una decina di giorni fa, a oltre 3 mesi di distanza dall’accaduto, 6 esponenti politici presenti a quella manifestazione si sono visti recapitare un avviso di conclusioni delle indagini, un passaggio che in genere precede una richiesta di rinvio a giudizio. Oltre a Costamagna, destinatari dell’avviso sono il candidato alle primarie Tommaso Claudio Corvatta (Uniti per Civitanova), Giorgio Berdini (Pd), Luigi Carlocchia (Sel), Amedeo Regini e Grazia Pierluca (Citt@verde). L’ipotesi è che i sei abbiano dato vita a una manifestazione non autorizzata e abbiano contravvenuto a un ordine di Pubblica sicurezza.
IL PARADOSSO – «Accuse assurde» a giudizio del segretario federale del Psi, «perché sia la nostra manifestazione che quella leghista da noi contestata erano autorizzate. Inoltre, quello del vicequestore non era un ordine ma un invito, al quale per altro ci siamo attenuti». Sembrerebbe il colmo, invece si raggiunge il paradosso. Infatti, è lo stesso Paolini a scagionare gli accusati: «Si è trattato di una contestazione condotta in maniera civile», ha dichiarato all’Avanti!online il deputato leghista. «Urlavano cori e cantavano, ma io ho potuto parlare tranquillamente – ha aggiunto – e in nessun momento ho avuto l’impressione che ci fosse una situazione di pericolo». In conclusione Paolini ha espresso l’augurio «che tutto si chiuda con una archiviazione». E pensare che si sarebbe potuto evitare tutto. Sarebbe bastato tener presenti le parole del presidente Sandro Pertini: «Libero fischio in libera piazza».
Nicola Bandini
Articolo ripreso da www.avantionline.it
martedì 24 gennaio 2012
Nonostante la Lega, sventola il tricolore italiano

Incredulità, sdegno, stupore e indignazione. Sono questi i sentimenti con cui il mondo politico, per una volta unito da destra a sinistra, ha accolto la notizia della censura imposta dalla Digos ai militanti socialisti, che in risposta alla manifestazione leghista di domenica scorsa avevano portato in piazza il tricolore. Per ragioni di ordine pubblico è stato loro ordinato di riporre il simbolo dell’unità nazionale. Un provvedimento che ha sollevato clamore, tanto da spingere il segretario del Psi Riccardo Nencini a tornare subito in piazza con il Tricolore, domani a Roma davanti al Viminale, e a promuovere interrogazioni parlamentari al ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri sull’accaduto. Molti sono stati i rappresentanti dei partiti politici italiani che hanno commentato la vicenda e condannato l’episodio di domenica a Milano. Ecco quindi una sorta di manifesto bipartisan di onorevoli e senatori di diversi schieramenti politici che si sono espressi a favore del tricolore e dell’iniziativa socialista.
Carlo Vizzini (Psi) - Il senatore socialista Carlo Vizzini dice di essere «stato educato a pensare che questioni di ordine pubblico fossero poste da coloro che vogliono ignorare e maltrattare il tricolore. L’idea di ammainare la bandiera italiana per questioni del genere è offensiva per tutti i cittadini e per la Costituzione».
Massimo Donadi (Idv) – Per il capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi la vicenda è «paradossale. Si consente che un movimento che predica grettamente la secessione comprima il diritto del popolo italiano a esporre il proprio vessillo». Un fatto «inaccettabile» per Donadi, che aggiunge: «Daremo appoggio alla scelta legittima e doverosa» di tornare in piazza col tricolore, «perché l’Italia non si chiuda in localismi».
Vincenzo Vita (Pd) - Il senatore del Pd Vincenzo Vita ha «simpatizzato con i socialisti domenica, perché hanno fatto bene a ricordare che c’è un valore più alto, quello dell’unità nazionale, che purtroppo va difeso contro una Lega che è tornata a vaneggiare di secessione».
Beatrice Lorenzin (Pdl) - Anche dal Pdl, partito fino a poco tempo fa alleato del Carroccio, arriva il biasimo per quanto accaduto a Milano. «L’unico commento che posso dare è che il Tricolore non può essere considerato una provocazione, dal momento che è previsto e tutelato dalla Costituzione».
Paola Concia (Pd) - La deputata del Partito democratico Paola Concia ha accolto la notizia con incredulità. «Addirittura esporre il tricolore è diventata una provocazione. Ma siamo Pazzi»? si chiede Concia sbigottita. «È allucinante un Paese che fa fare a Bossi ciò che vuole e invece impedisce a un partito di fare una cosa normale come esporre il simbolo dell’unità nazionale».
Jean Leonard Touadì (Pd) - Anche il deputato del Pd di origine congolese Jean Leonard Touadi esprime parole di condanna per quanto è avvenuto domenica a Milano. «Mi sento offeso come italiano – sostiene Touadi – perché il tricolore, che dovrebbe essere il simbolo della cittadinanza dovunque, viene marginalizzato per colpa di un movimento che porta avanti istanze particolariste e micro-identitarie».
Emma Bonino (Radicali) - La senatrice e leader dei radicali Emma Bonino trova «sorprendente la tesi secondo cui bisogna stare attenti a non turbare gli altri quando si intende sventolare la bandiera italiana. Trovo surreale che non si possa srotolare il tricolore per motivi di ordine pubblico».
Angelo Bonelli (Verdi) - Il segretario dei Verdi Angelo Bonelli pone l’accento su «un fatto molto grave, che riguarda il degrado dell’idea di legalità. Perché se oggi esporre il tricolore è considerato un problema per l’ordine pubblico vuol dire che è l’idea stessa di legalità a essere messa in discussione».
Elisabetta Gardini (Pdl) - L’europarlamentare del Pdl Elisabetta Gardini fa notare che «il tricolore appartiene e incarna i sentimenti di un popolo». «Non posso concepire che il tricolore possa essere considerato provocatorio – aggiunge Gardini – perché per quel simbolo sono morti dei giovani che hanno costruito il nostro Paese».
Roberto Menia (Fli) - Il deputato di Futuro e libertà Roberto Menia ha annunciato una interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno. «Andranno chiariti i contorni della vicenda – spiega Menia – ma io che ho sempre avuto rispetto per le forze dell’ordine, non posso concepire che ci si sogni di far togliere il Tricolore durante una manifestazione».
Nicola Bandini
sabato 21 gennaio 2012

L’anniversario della morte di Bettino Craxi, il 20 gennaio 2000, riporta indietro al tempo in cui l’ex primo ministro era diventato il comodo capro espiatorio e l’alibi perfetto per non dover fare i conti con se stessi e la propria storia. Ma Craxi fu anche il più deciso e il più sconfitto degli innovatori. Domani i suoi orfani politici lo onoreranno in memoria: ma forse sono i suoi avversari di allora, in un bagno di verità, a dover fare finalmente gli onesti conti con lui.
Morì quasi di sorpresa il Cinghialone, quel 20 gennaio 2000, lasciando l’amaro in bocca ad un nutrito esercito di “indignati” dell’epoca, che perdevano all’improvviso il comodo capro espiatorio e l’alibi perfetto per non dover fare i conti con se stessi e la propria storia. Era diventato Bettino Craxi nell’immaginario collettivo e in un certo furore popolare il paradigma di tutti i mali, la facile sentina dove scaricare lo schifo generalizzato per la corruzione della politica, per le ruberie diffuse di una intera classe dirigente, per la perdita di una complessiva dignità nazionale.
Che la corruzione ci fosse, che la politica fosse inquinata fino alle radici, che il Paese manifestasse il disgusto e la stanchezza e il desiderio impetuoso di voltare pagina non è più onestamente discutibile. Eppure tutta la vicenda tumultuosa ed insieme opaca di Mani Pulite e della sovraesposizione mediatica della magistratura vendicatrice dimostra oggi, soprattutto a sinistra, che non basta il moralismo selettivo (e spesso farisaico) a salvare un Paese e cambiarlo in modo da consentirgli di affrontare le sfide difficili di una complicata modernità. La corruzione non è estinta, ma semmai prospera in forme più sofisticate nella realtà pubblica e nell’amministrazione dello Stato, la politica si è rivestita di privilegi e di sprechi ormai intollerabili, l’evasione fiscale di massa sono la spia evidente di un rapporto irrisolto tra cittadini e istituzioni sempre più invecchiate e inadeguate.
Craxi l’Antipatico moriva, esule o latitante, in quel di Hammamet. E al di là delle tangenti e delle vicende giudiziarie, finiva schiantato sul terreno politico dalla sua colpa più grave e per la sinistra intellettuale del tutto imperdonabile: quella cioè di aver avuto per primo ragione, la ragione che attribuisce solo la Storia.
Infatti, la competizione feroce che aveva ingaggiato a sinistra contro gli emissari e i sostenitori della dittature comuniste dell’Est, collocando senza incertezze il suo partito nell’ambito dell’Occidente e nel concerto delle socialdemocrazie europee, si era dimostrata l’unica strada vincente. E il tracollo del comunismo, con la caduta del Muro, lo poneva nel contesto internazionale come l’unico leader persuasivo di una versione italiana di democratica sinistra moderna. Non è avvenuto così (e per approfondire il solco ci aveva messo del suo), ma da questo radicale rigetto la sinistra nostrana non si è più risollevata, costretta ad inseguire e a contaminarsi con altre culture e a costituirsi come comprimaria o caudataria di altre leadership (a cominciare da Prodi o da chi magari spunterà nei mesi a venire).
Perché l’infrequentabile Bettino aveva a suo modo un’idea dell’Italia (e garibaldina fino al punto da resistere da Palazzo Chigi agli americani nel blitz di Sigonella) ed era persuaso della necessità di un cambiamento dell’architettura istituzionale. Quando “riformista” era una parolaccia per gli intellettuali alla moda (poi riformisti alla lunga lo diventeranno tutti), lanciò l’intuizione non solitaria della Grande Riforma del sistema politico che modificasse la catena di comando dell’esecutivo e snellisse la struttura barocca e ripetitiva del funzionamento dello Stato. Fu allora fermato (come peraltro tutti i progetti riformatori con altri e diversi padri) dall’immobilismo interessato delle tante corporazioni conservatrici che ancora oggi si nascondono sotto il rispettabile mantello dei parrucconi sacerdoti della sacralità costituzionale.
Craxi fu il più deciso e il più sconfitto degli innovatori. Travolto dal ludibrio delle monetine e dall’arroganza predatoria della sua corte, finì proprio male. Domani i suoi orfani politici (anche quelli che lo lasciarono solo) lo onoreranno in memoria: ma forse sono i suoi avversari di allora, in un bagno di verità, a dover fare finalmente gli onesti conti con lui.
venerdì 20 gennaio 2012
DIRETTIVO PROVINCIALE PSI MACERATA
- All'Assessore Provinciale Massimiliano Bianchini;
- Al Consigliere Regionale Moreno Pieroni;
- Al Segretario Regionale PSI Luciano Vita;
- Al Presidente Regionale PSI Lidio Rocchi;
Cari Compagni,
Sabato 21 Gennaio 2012, ore 16,30 presso la sede PSI di Porto Recanati (Via Recanati, 8), riunione del Direttivo Provinciale PSI Macerata, con il seguente ordine del giorno :
1) Ricordo del Compagno BETTINO CRAXI in occasione dell'anniversario della morte;
2) Comunicazioni del Segretario Provinciale;
3) Chiusura Tesseramento e versamento quote;
4) Elezioni Comunali a Civitanova Marche, Tolentino, Corridonia e Penna San Giovanni : Esame delle singole realta' ;
5) Utilizzo Sito e Spazi Web

IMPORTANTE PRESENZA
Macerta - 17/01/2012
mercoledì 18 gennaio 2012
DOMANI L'AVANTI ! IN EDICOLA
| ||||||||||||||
SABATO A MILANO LA COMMEMORAZIONE DI BETTINO CRAXI

Ricorre domani il 12° anniversario della scomparsa di Bettino Craxi, avvenuta ad Hammamet il 19 gennaio 2000.
I socialisti ricorderanno il leader nella sua Milano, culla del riformismo socialista, con un convegno che avrà luogo sabato 21 gennaio nei locali del Teatro Puccini, al quale interverrà il segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini. I lavori inizieranno alle ore 9.30.
" CANTARE L'INNO NON E' REATO "

«Cantare l’Inno non è reato – ha spiegato Ivo Costamagna – Da parte nostra non c’è stata nessuna manifestazione o contro-manifestazione organizzata dal Psi o da altri». Giorgio Berdini del Pd focalizza l’attenzione sul rispetto verso le forze dell’ordine: «Da parte nostra c’è stato il massimo rispetto verso le forze dell’ordine». Sorpreso anche Luigi Carlocchia dei Verdi: «Siamo semplicemente andati ad ascoltare un deputato della Lega . Rivendico il diritto di manifestare in difesa della Costituzione».
I sei manifestarono con una trentina di persone prima dell’inizio di Miss Padania, evento organizzato dalla Lega Nord al Lido Cluana di Civitanova. «La manifestazione – secondo l’accusa – non si fermo neanche dopo l’intervento di un agente di Polizia».
Archivio blog
-
▼
2012
(22)
-
▼
gennaio
(22)
- *Prima bozza Simbolo della nostra Lista per le Ele...
- *Seconda bozza Simbolo della nostra Lista per le E...
- *L'IDV e la lista civica LA NUOVA CITTA' sono comp...
- Se si parla di Lega non c’è “libero fischio in lib...
- Nonostante la Lega, sventola il tricolore italiano...
- L’anniversario della morte di Bettino Craxi...
- DIRETTIVO PROVINCIALE PSI MACERATA
- DOMANI L'AVANTI ! IN EDICOLA
- SABATO A MILANO LA COMMEMORAZIONE DI BETTINO CRAXI...
- " CANTARE L'INNO NON E' REATO "
- INTENZIONI DI VOTO. PER L'UNITA' IL PSI AL 2%
- PSE. MARTIN SCHULZ ELETTO PRESIDENTE DEL PARLAMENT...
- NENCINI: DA DOMANI MOBILITAZIONE DEI SOCIALISTI AN...
- COSENTINO. NENCINI: ROMA LADRONA? LA LEGA ORA PERD...
- Luciano Vita : CONVOCAZIONE SEGRETERIA REGIONALE M...
- COMUNICATO STAMPA - IL SEGRETARIO REGIONALE PSI – ...
- Stamattina ci ha lasciati la mamma del Compagno "A...
- *Il Vice-Sindaco Morresi nega "INCARICOPOLI" ma, i...
- CRISI. NENCINI. E' TEMPO DI LASCIARCI ALLE SPALLE ...
- *Civitanova: "INCARICOPOLI", "PARENTOPOLI" ED........
- *Dal 5 gennaio torna l'Avanti!*
- *RICORDATE PARENTOPOLI......??*
-
▼
gennaio
(22)
-
►
2011
(248)
-
►
dicembre
(11)
- *PROROGA scadenza Tesseramento PSI*
- Approvato il Piano Socio Sanitario con il mio voto...
- L'ANTIPOLITICA DEI RICCHI
- PSI. VITA: SUBITO LA CONVENZIONE LIBERALSOCIALISTA...
- CROLLANO I CONSUMI: NATALE PIU’ POVERO SOTTO L’ALB...
- SI VOTERA’ NEL 2013 A CIVITANOVA PER IL RINNOVO DE...
- STEFANIA CRAXI? NO GRAZIE …
- Tolentino ricorda il Patriota Sandro Pertini
- Padri separati/ Tre milioni sotto la soglia di pov...
- *L'Amministrazione Comunale di Civitanova prende a...
-
►
novembre
(16)
- *L'Amministrazione Comunale di Civitanova taglia i...
- Alla conquista di Palazzo Sforza
- PROGRAMMA ASSEMBLEA CONGRESSUALE NAZIONALE DEL PSI...
- *Il P.S.I. al 2%- Sondaggio Tecné dell’Unità.*
- RIFORME. VIZZINI: NO ALL'ICI SULLA PRIMA CASA. COL...
- PSE. LA CONVENZIONE DI BRUXELLES
- Augurissimi Compagno Costamagna !!!
- Il Socialismo europeo e globale di fronte a sfide ...
- Egitto, il caos detta le regole
- *SOLIDARIETA' AL COMPAGNO IVO COSTAMAGNA ED A "LA ...
- Convocazione Assemblea Congressuale Regionale
- IL COMPAGNO "UMBERTO MORETTI" CI HA LASCIATO !
- TESTO BOLLETTINO DELLA VITTORIA 4 NOVEMBRE
- PERCHE' UN ECOSOCIALISMO LIBERTARIO
- PD. NENCINI: I CONFLITTI RENDONO POCO CREDIBILE L'...
- CENTROSINISTRA. DI LELLO: I SOCIALISTI PROPONGONO ...
-
►
dicembre
(11)






















![[SOCIALISMO+E+LIBERTA'.jpg]](http://1.bp.blogspot.com/_SoKNuSRM_F8/S5_MtHYr9hI/AAAAAAAAD94/KpBQQzBFgr4/s1600/SOCIALISMO%2BE%2BLIBERTA%27.jpg)













Da Giulio Silenzi, segretario del Pd Civitanova:
Esprimo solidarietà, umana e politica, a chi è stato raggiunto da provvedimenti giudiziari per le vicende della manifestazione al Lido Cluana, a margine di un evento, Miss Padania, organizzato dalla Lega Nord in città la scorsa estate. Esponenti del mondo della politica e dell’associazionismo civitanovese, tutti di centro sinistra, sono chiamati a rispondere per essersi ritrovati a manifestare contro il secessionismo propugnato dai leghisti, anche attraverso sfilate di Miss. La manifestazione pacifica, se si vuole anche scanzonata, che non ha creato problemi di ordine pubblico e che ha visto protagonisti sei esponenti del centrosinistra tra cui il nostro iscritto e consigliere comunale Giorgio Berdini, è una battaglia fondata su valori – la libertà di espressione e il diritto a manifestare civilmente – in cui dovrebbe riconoscersi ogni cittadino. Sono i valori su cui poggia la democrazia nel nostro Paese e su cui è nata la Costituzione. Guai ad abbassare la guardia su questo punto. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, in cui nutriamo totale fiducia, siamo convinti che le motivazioni, appartengono a tutti coloro i quali credono nei valori della nostra Carta Costituzionale e respingono con forza tutte quelle ideologie assurde che portano a riconoscere entità astruse come la Padania. Pertanto va rivendicata la libertà di manifestare anche in maniera spontanea e pacifica, nel rispetto delle persone e dei luoghi, sul valore costituzionale dell’Unità d’Italia.
Da Glauco Giglioni
bella questa…30 persone che pacificamente cantano l’inno ufficiale dello Stato vengono accusati di non aver rispettato il testo sulla Pubblica Sicurezza…e invece a personaggi come Borghezio (mi viene il vomito solo a pronunciare questo nome…) e Bossi che, rispettivamente, incitano all’odio razziale e al vilipendio della bandiera italiana non viene fatto nulla…strana la legge…ma rinfreschiamoci la memoria…
Art. 292
Vilipendio o danneggiamento alla bandiera o ad altro emblema dello Stato.
1. Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La pena è aumentata da euro 5.000 a euro 10.000 nel caso in cui il medesimo fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale.
2. Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni.
3. Agli effetti della legge penale per bandiera nazionale si intende la bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali.
Da alex stecca
Ma la costituziò italiana non dice che lu pensiero adé libero?